“…….Il Maestro si soffermava più diffusamente sulla natura dell’”arte senz’arte” a cui dve condurre il tiro con l’arco se vuole raggiungere il suo compimento. “Chi è capace” diceva “di tirare con la corazza della lepre e il pelo della tartaruga, dunque di far centro senza arco (corazza) nè freccia (pelo), solo questi è maestro nel più alto significato della parola, maestro dell’arte senz’arte, anzi l’arte senz’arte stessa, e così ad un tempo maestro e non maestro. A questo punto il tiro con l’arco, come movimento senza movimento, danza senza danza – trapassa nello Zen.
Quando un giorno chiesi al Maestro (continua Herrigel) come avremmo fatto, una volta ritornati in patria, ad andare avanti senza di Lui, egli rispose: “Lei è arrivato a un grado in cui maestro e allievo non sono più due, ma uno. Lei può dunque separarsi da me in qualunque momento. E anche se vi saranno fra noi vasti oceani, quando lei si eserciterà come ha imparato, io sarò sempre presente”.
(E. Herrigel, Lo Zen e il tiro con l’arco, Adelphi)
(La foto è tratta da Mongolian Archery , sito molto interessante per l’approccio tecnico)
Medita arciere…medita……

